Convegno "Il senso e il valore del Credito Cooperativo"

Il primo passo dell'attività operativa della Fondazione Enzo Badioli è stato il convegno "Il senso e il valore del Credito Cooperativo negli anni 2000" tenutosi a Roma il 25 novembre 2001. Il convegno, in cui è stata ufficialmente presentata la Fondazione, ha rappresentato non solo un'occasione per un commosso ricordo del compianto presidente da parte degli oltre 700 soci presenti e dei numerosi ospiti, ma anche una riflessione sul futuro del credito cooperativo. Un futuro da governare senza dimenticare la testimonianza di uomini come Enzo Badioli.

Proprio con questa prospettiva, il presidente della Fondazione e della Banca di Credito Cooperativo di Roma, Francesco Liberati ha aperto i lavori del convegno, ricordando la figura di un uomo che ha costruito molto ed ha lasciato molto alla BCC di Roma, alla Cooperazione e al Movimento del Credito Cooperativo italiano.

"Per questo motivo - ha proseguito Liberati - il Consiglio di amministrazione della nostra Cooperativa di credito decise sin dal 1996 di istituire una Fondazione a Lui intitolata, con l'obiettivo di valorizzarne il pensiero e l'opera a beneficio delle generazioni future. La Fondazione, tuttavia, solo alla fine del 2000 ha potuto avviare i primi passi, a causa del lungo iter amministrativo per il riconoscimento giuridico e per la successiva dolorosa indisponibilità del prof. Claudio Schwarzenberg, allora presidente della Fondazione. Oggi la Fondazione Badioli è pronta ad operare e vogliamo con questo convegno sancire pubblicamente il nostro impegno".


E' stato quindi ricordato Enzo Badioli con un breve filmato sulla sua vita dalla nascita a Pesaro nel 1921, al suo impegno per il Movimento e la Cooperazione italiana, sino agli anni '80 e '90 quando si dedicò soprattutto allo sviluppo della BCC di Roma, allora Cassa Rurale e Artigiana. La ricostruzione di una lunga strada di successi e impegno sociale, impreziosita da testimonianze di alcuni soci che hanno avuto il dono di poterlo conoscere da vicino.

Dell'uomo Badioli ha tratteggiato un personale affresco Franco Piccinelli, affermato scrittore, che potè condividere con lui momenti di gioia e spensieratezza, ma anche momenti di lavoro nel campo dell'editoria dedicata alla comunicazione sociale della Cassa.


Pietro Cafaro, ordinario di storia economica e sociale alla Cattolica di Milano, ha poi parlato della figura di Badioli dal punto di vista storico, facendo riferimento al suo ruolo chiave nella modernizzazione del Movimento. Proprio con la guida di Badioli il Credito Cooperativo assurse a sistema, divenendo una componente a tutti gli effetti del settore bancario italiano. "Badioli - ha evidenziato Cafaro - non fu un presidente imposto al Movimento, come sembrò all'inizio. Egli era un uomo proveniente dal mondo scolastico che sapeva, per questo, quanto fosse importante imparare prima di insegnare; un uomo che riuscì a dimostrare come l'unità potesse risolvere i problemi".

Riguardo alle prospettive del Credito Cooperativo, è quindi intervenuto Alessandro Azzi, presidente della Federcasse, facendo il punto dell'attuale dimensione economica e sociale del sistema. "Sulle fondamenta di Badioli - ha detto - le Casse Rurali e le Banche di Credito Cooperativo sono in questi anni ulteriormente cresciute e, oggi, abbiamo un ruolo da protagonisti nel sistema bancario italiano". Per il futuro, secondo Azzi, sarà essenziale potenziare ancora di più il Gruppo Bancario del credito cooperativo, perché un "Gruppo Bancario forte, e questo è dimostrato dall'esperienza europea, permette di avere banche di credito cooperativo forti". "Tutto questo - ha aggiunto - era già chiaro ad Enzo Badioli che insisteva molto sulla politica di Gruppo".

Ha concluso i lavori di questa particolare e toccante giornata Francesco Liberati, come Presidente della Fondazione, ricordando quanto Badioli sia stato importante per la Banca di Credito Cooperativo di Roma. "Egli era un tutt'uno con la Cassa e spesso ripeteva che gli ultimi 35 anni della sua vita erano stati legati alla nostra cooperativa, come azienda e come compagine sociale. Diceva anche di aver sempre avuto la Cassa vicino nelle ore più belle e in quelle più tristi, perché nella Cassa trovava l'ispirazione per muoversi, la forza per progettare, l'amore per vincere. Badioli - ha proseguito Liberati - fu vicino alla Cassa sin dal 1962, quando si stava rischiando la liquidazione per una somma di 50 milioni, considerata consistente in quegli anni. Badioli si oppose con grande energia riuscendo a modificare, attraverso alcuni interventi di varia natura, una situazione che sembrava compromessa. Dieci anni dopo, si verificò un secondo decisivo intervento di Badioli che ristabilì con decisione all'interno della Cassa una situazione di equilibrio contabile e, quel che più conta, di rapporti umani tra consiglieri, dirigenti e dipendenti". Ma il lavoro più profondo fu quando potette dedicarsi completamente alla Cassa favorendo un forte amalgama sociale e la formazione di una nuova classe dirigente, con insegnamenti che ancora oggi permeano la vita della Banca.


Liberati ha dunque illustrato il programma di lavoro della Fondazione. Il primo passo sarà quello di costruire il centro di documentazione sulla vita di Enzo Badioli, un passaggio funzionale a un secondo e più importante obiettivo, che riguarda la ricostruzione del percorso della Banca di Credito Cooperativo di Roma, una storia che si intreccia profondamente con la sua testimonianza.

Altro settore di impegno prenderà ispirazione da uno di quelli che per Badioli era uno dei compiti primari del credito cooperativo: assicurare il diritto al credito, anche a contrasto dell'usura. L'obiettivo della Fondazione, in questo ambito, sarà dunque volto a focalizzare il ruolo positivo del credito cooperativo, con iniziative di studio e comunicazione che potranno essere estese a seminari di studio sulla cooperazione in Italia e sulle relative prospettive.

Infine, l'attenzione ai giovani. La formazione delle future leve ed il loro avvicinamento alla cooperazione è un obiettivo primario. Su questo la Fondazione è già attiva per incentivare i giovani allo studio, con iniziative riservate ai figli dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Roma.

Liberati ha quindi confermato la volontà di dare seguito al messaggio di Enzo Badioli e alla sua testimonianza terrena, con un impegno di cose concrete. Dopo aver ringraziato soci e ospiti per la sentita partecipazione, ha auspicato che Enzo Badioli continui a rappresentare un simbolo di speranza e solidarietà per tutti.

 

Per saperne di più
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